La rete a strascico

La forza che tiene aperta la rete
Tra cime, maglie e galleggianti
Un grande imbuto di maglie

La rete a strascico racconta una pesca di movimento e di fondale: un attrezzo complesso, fatto di cavi, maglie, divergenti e galleggianti, che nel mare Adriatico accompagna da generazioni il lavoro delle marinerie e la conoscenza dei fondali....

Un attrezzo attivo per la pesca delle specie che vivono vicino al fondale

La rete a strascico è uno degli attrezzi più utilizzati dalla pesca professionale per catturare pesci, crostacei e molluschi che vivono sul fondo o nelle acque immediatamente sovrastanti. Durante la pesca viene trainata da uno o, in alcuni casi, da due pescherecci e avanza assumendo la forma di un grande imbuto: la bocca convoglia gli organismi verso la parte terminale della rete, chiamata sacco, nella quale si raccoglie il pescato.

In Adriatico lo strascico rappresenta una componente importante della pesca demersale, cioè della pesca rivolta alle specie associate al fondale. Tra le risorse più caratteristiche figurano nasello, triglia di fango, sogliola, scampo e gambero rosa, specie comprese anche nel piano pluriennale di gestione della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (GFCM) per le acque adriatiche.

Lo sapevi?

Il peschereccio non trascina semplicemente una “sacca” sul fondo. La rete è un sistema complesso e dinamico: cavi, divergenti, galleggianti, piombi e pannelli lavorano insieme, reagendo alla velocità del peschereccio, alle correnti e alla conformazione del fondale. Piccole modifiche nell’armamento possono cambiare in modo significativo l’apertura della rete, le specie catturate e il contatto con il fondo.

Come è costruita

La rete presenta un corpo generalmente conico o piramidale, costituito da più pannelli di rete che terminano nel sacco. La parte anteriore può essere prolungata da due ali laterali, che contribuiscono a guidare il pesce verso l’apertura.

L’armamento comprende diversi elementi, ciascuno con una funzione precisa:

Cavi di traino
Collegano l’attrezzo al peschereccio e trasmettono la forza necessaria al traino.

Divergenti
Sono pannelli robusti, disposti davanti alla rete, che sfruttano la resistenza dell’acqua per allontanarsi lateralmente l’uno dall’altro e mantenere aperta la bocca della rete.

Calamenti e bracci
Collegano i divergenti alla rete e contribuiscono a delimitare l’area interessata dal passaggio dell’attrezzo.

Lima da sugheri
Costituisce il bordo superiore della bocca. I galleggianti aiutano a mantenerla sollevata.

Lima da piombi
Forma il bordo inferiore ed è appesantita per mantenere il contatto con il fondo.

Corpo della rete e sacco
Il corpo convoglia progressivamente il pescato nella parte terminale. La dimensione e la forma delle maglie, soprattutto nel sacco, influenzano la capacità della rete di trattenere o lasciar sfuggire gli organismi più piccoli.

Armamento di una rete a strascico. I divergenti mantengono aperta la bocca della rete, mentre la lima da sugheri sostiene il bordo superiore e la lima da piombi mantiene quello inferiore vicino al fondale. Schema rielaborato da Ferretti, Tarulli e Palladino, ICRAM, Classificazione e descrizione degli attrezzi da pesca in uso nelle marinerie italiane con particolare riferimento al loro impatto ambientale, Fig. 18.

Come funziona una 'cala'

Una operazione di pesca con la rete a strascico (cala) può essere suddivisa in quattro fasi.

1. Calo della rete

Il peschereccio mette progressivamente in acqua il sacco, il corpo della rete, i divergenti e i cavi. La lunghezza dei cavi viene regolata in funzione della profondità e delle condizioni operative.

2. Apertura dell’attrezzo

Durante il traino, i divergenti si spostano lateralmente e mantengono aperta la rete. I galleggianti sostengono la parte superiore della bocca, mentre la lima da piombi mantiene la parte inferiore vicina al fondale, si regola in questo modo l’apertura verticale della rete.

3. Traino

La rete viene rimorchiata lungo un percorso prestabilito. Le ali, i bracci e la bocca intercettano gli organismi presenti nell’area attraversata e li indirizzano verso il sacco.

4. Recupero

Terminata la cala, i cavi vengono salpati e la rete viene riportata a bordo. Il sacco è quindi aperto e il pescato viene selezionato e suddiviso per specie e pezzatura. Le specie non commerciali (scarto) ed il resto del materiale prelevato dalla rete (sporco) vengono rigettati in acqua.

Video incorporato da YouTube tramite player ufficiale. I contenuti restano di proprietà dei rispettivi autori/canali. La Pesca in Adriatico li segnala come materiale di approfondimento esterno.

Lo strascico nel mare Adriatico

L’Adriatico presenta caratteristiche particolarmente favorevoli alle attività di pesca demersale. Soprattutto nella parte settentrionale e centrale sono presenti ampie superfici poco profonde, con fondali prevalentemente sabbiosi e fangosi.

Le imbarcazioni da pesca utilizzano differenti configurazioni di strascico in relazione:

  • alla profondità;
  • al tipo di sedimento;
  • alla stagione;
  • alle specie ricercate;
  • alle tradizioni tecniche delle diverse marinerie.

Tra le catture più rappresentative si possono trovare:

  • nasello, diffuso soprattutto sui fondali fangosi e a profondità medio-elevate;
  • triglia di fango, presente sui fondali mobili;
  • sogliola comune, particolarmente importante nelle acque settentrionali;
  • scampo, legato ai fondali fangosi nei quali scava le proprie tane;
  • gambero rosa, presente soprattutto nelle aree più profonde;
  • seppie, pannocchie, moscardini e altre specie, con importanza variabile secondo zona e stagione.

Il piano pluriennale del GFCM per le attività demersali nell’Adriatico riguarda le sottoaree geografiche (GSA) 17 e 18 e comprende le attività svolte con reti a strascico a divergenti, strascico a coppia, reti gemelle e rapido. Le specie prioritarie del piano sono nasello, scampo, sogliola, gambero rosa e triglia di fango.

Selettività: perché non tutte le reti pescano allo stesso modo

La rete a strascico non trattiene indistintamente tutto ciò che incontra. La sua selettività dipende da numerosi fattori:

  • dimensione e forma delle maglie;
  • materiale e spessore del filo;
  • apertura verticale e orizzontale;
  • velocità di traino;
  • durata della cala;
  • profondità;
  • stagione e area di pesca;
  • comportamento delle diverse specie;
  • configurazione della lima da piombi e del sacco.

Maglie più ampie o pannelli specificamente progettati possono favorire la fuoriuscita degli individui più piccoli o di alcune specie non desiderate. Anche la forma delle maglie è importante: durante il traino una maglia può deformarsi e ridurre lo spazio effettivamente disponibile per la fuga.

La ricerca tecnologica punta quindi a rendere gli attrezzi più selettivi attraverso griglie, pannelli a maglia quadrata, dispositivi di esclusione e modifiche alla parte terminale della rete.

Interazione con l’ambiente

La pesca a strascico è un’attività produttiva di grande rilievo economico e alimentare, ma deve essere gestita con particolare attenzione perché l’attrezzo opera a contatto con il fondale.

Le principali questioni ambientali riguardano:

Interazione fisica con il fondo
La lima da piombi, i divergenti e gli altri elementi dell’armamento possono disturbare i sedimenti e gli organismi bentonici. L’intensità dell’effetto dipende dalla natura del fondale, dal peso e dalla configurazione dell’attrezzo, dalla frequenza dei passaggi e dalla capacità dell’ambiente di recuperare.

Catture accessorie
Oltre alle specie bersaglio, la rete può trattenere organismi non ricercati o esemplari di dimensioni inferiori a quelle desiderate.

Consumo energetico
Il traino di una rete richiede una significativa potenza del motore. La progettazione di reti, divergenti e armamenti più efficienti può contribuire a ridurre la resistenza e il consumo di carburante.

Aree sensibili
Gli effetti possono essere particolarmente rilevanti in habitat vulnerabili, aree di riproduzione e zone di concentrazione degli individui giovani. Per questo vengono adottati divieti spaziali o temporali e aree nelle quali le attività di pesca di fondo sono limitate. La GFCM evidenzia che le zone di restrizione della pesca possono proteggere aree di crescita, riproduzione e habitat vulnerabili dagli attrezzi a contatto con il fondo.

Un esempio importante per l’Adriatico è l’area della Fossa di Pomo/Jabuka, sottoposta a misure di protezione per favorire il recupero di habitat e risorse demersali.

Cetacei marini
La pesca a strascico può interagire con i cetacei, in particolare con i delfini, che talvolta seguono i pescherecci attratti dai pesci e dagli organismi smossi o scartati durante le operazioni di pesca. In Adriatico queste interazioni sono note soprattutto per il tursiope, specie costiera capace di sfruttare le attività di pesca come opportunità alimentare. Si tratta però di un rapporto delicato: la vicinanza agli attrezzi e alle imbarcazioni può comportare disturbo, rischio di collisione o catture accidentali, rendendo importante il monitoraggio e l’adozione di pratiche di pesca responsabili.

Una pesca regolamentata

L’impiego delle reti a strascico è soggetto a norme che riguardano, tra gli altri aspetti:

  • distanza minima dalla costa;
  • profondità;
  • dimensione delle maglie;
  • caratteristiche dell’attrezzo;
  • periodi di arresto;
  • giornate e ore di attività;
  • aree interdette o sottoposte a restrizioni;
  • taglie minime delle specie;
  • registrazione e sbarco delle catture.

Nel Mediterraneo, e quindi anche in Adriatico, il Regolamento (CE) n. 1967/2006 vieta in linea generale l’uso degli attrezzi trainati entro 3 miglia nautiche dalla costa o all’interno dell’isobata dei 50 metri, quando tale profondità è raggiunta a una distanza inferiore dalla costa. Per la rete a strascico resta inoltre previsto il divieto di utilizzo entro 1,5 miglia nautiche dalla costa anche se l’isobata dei 50 metri si trova più vicina a costa. Le misure possono cambiare nel tempo e possono essere integrate da disposizioni nazionali, regionali e dai piani di gestione.

In sintesi

CaratteristicaDescrizione
CategoriaAttrezzo da pesca attivo trainato
Ambiente di lavoroFondale e strato d’acqua immediatamente sovrastante
FormaCorpo conico o piramidale terminante in un sacco
AperturaMantenuta da divergenti (orizzontale) e da una ‘lima da sugheri’ (verticale) 
Principali catture in AdriaticoNasello, triglia, sogliola, scampo, gambero rosa e altre specie demersali
Punti di forzaCapacità di operare su aree estese e catturare specie diverse
Aspetti criticiContatto con il fondo, catture accessorie, consumo energetico
GestioneMaglie regolamentate, limitazioni costiere, arresti e aree protette